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In questi tempi bui, in cui è difficile essere ottimisti e vedere la luce in fondo al tunnel della crisi, sono incappata nella lettura di un articolo pubblicato su Il Messaggero a firma di Nino Cirillo. Ha incontrato Giuseppe Giangrande, uno dei due carabinieri feriti nella sparatoria davanti Palazzo Chigi il 28 aprile scorso. La sua storia, il suo coraggio, insieme a quello della figlia Martina mi fanno commuovere ogni volta. Due persone meravigliose, un esempio per tutti. Per chi, me compresa, spesso si fa abbattere dalle difficoltà della vita. Lo so, sono discorsi già fatti, scontati probabilmente. Ma credo che leggere questo articolo (che riporto di seguito) possa essere spunto di riflessione per tutti. Un qualcosa, un modo di essere, che dopo mesi di silenzio mi ha spinto a voler di nuovo pubblicare qualcosa sul blog, perchè credo che questa sia la funzione utile del web. Quindi buona lettura.

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IMOLA – Il brigadiere dell’Arma Giuseppe Giangrande odia le pere cotte. A questo punto dovrebbero saperlo anche i muri, oltre che i medici e le infermiere, eppure continuano a propinargliele a ogni fine pasto. E lui continua a rimandarle indietro, perché a tutto è disposto per riprendersi la vita che la sparatoria di Palazzo Chigi stava per toglierli, ma le pere cotte no.

Da Palazzo Chigi a qui, a Montecatone, sulle colline imolesi che guardano all’Appennino toscano: Giangrande è ricoverato da venti giorni in un istituto di riabilitazione famoso in Italia e anche all’estero, in una stanza al secondo piano, al reparto di terapia subintesiva. Ma non date retta ai bollettini medici che si sono succeduti in questi giorni e che alla fine dicono tutto e niente: «condizioni soddisfacenti», «mobilità passiva», «respiro autonomo». No, non rendono l’idea di questa roccia d’uomo che l’altro giorno, per la prima volta, s’è conquistato con tutta la forza della sua volontà il diritto di tornare a sedersi su una sedia: finalmente -dopo un mese- può incrociare lo sguardo alla stessa altezza di chi viene a trovarlo.

UN UOMO FORTE
Una roccia d’uomo che dà battaglia non solo sulle pere cotte -e vince, perche più di una volta ha ottenuto una banana-, ma pensa, parla, discute, si organizza come chi ha già deciso che la traiettoria della sua vita non può essere ridotta a quella di un proiettile. Quando l’hanno trasferito di stanza, qualche giorno fa, appena è entrato ha afferrato il telecomando e acceso la tv «perché debbo seguire tutto, debbo tenermi informato». Se è per questo, informatissimo: ogni volta che la figlia Martina viene a trovarlo -tutti i santi giorni, la figlia che tutti vorrebbero avere- il brigadiere Giangrande l’assale con le stessa richiesta «Mi controlli la posta su facebook?». E Martina la controlla e gliela legge, ma non crediate che sia semplice: i messaggi arrivano a centinaia, «più di cinquanta al giorno non posso mica leggerglieli» sospira la ragazza.
Hanno creato un account solo per lui, lo salutano lo incoraggiano, gli stanno vicini come si fa ai tempi di internet, come si fa con un eroe vero.

TANTE LETTERE
Poi ci sono le lettere vere e proprie, le classiche lettere con busta di una volta, tutte per lui. E Martina si preoccupa anche di quelle: «Rispondo a tutte le lettere che hanno un mittente, a una a una. Ma non c’è verso: più io rispondo e più loro scrivono». E suo padre, il brigadiere Giangrande controlla molto da vicino tutta l’operazione: ha anche chiesto e ottenuto, nei giorni scorsi, che il materiale sia organizzato in raccoglitori ad anelli, più facilmente consultabili.

E dopo le lettere, i regali, i pensieri, i disegni dei bambini. Un’ondata di affetto e solidarietà che non si ferma. Per dirne una: si formano piccole e commoventi code, alle tre di ogni pomeriggio, davanti all’istituto di Montecatone, una vecchina, due fidanzati, una suora, tutti in attesa che passi Martina, in attesa di consegnargli qualcosa per suo padre. Da una scatola spunta un asciugamano, da un altro una rosa rossa benedetta al Santuario di Santa Rita, da un’altra ancora due lumachine in terracotta, una più grande gialla e l’altra marrone, l’idea di un signore di Padova accompagnata da un biglietto: «Siete tu e tua figlia, andate piano ma andate lontano». Il brigadiere ha sorriso, le lumachine sono in bella mostra nella stanza.

LA MAGLIETTA
Ma forse il regalo più bello, quello che davvero gli ha riscaldato il cuore, è arrivato dal fratello Pietro, che fa il poliziotto a Pavia e nel tempo libero è un buon maratoneta. Una foto di Giuseppe su quella maglietta e sotto la scritta: «Corro anche per te». Il brigadiere Giangrande, che nella sua vita precedente è stato un grande sportivo, tanta atletica e tanta bicicletta, s’è provato addosso la maglietta e ha annunciato agli astanti: «Voglio tornare a correre, spero proprio di farcela».

Invece non ce la fa, proprio non ce la fa, questo veterano dell’Arma dei Carabinieri, a ripercorrere ad alta voce i momenti di quella maledetta mattina. «Con me non ne parla proprio» ammette Martina, mentre al fratello ha chiesto in più occasioni: «Quando si farà il processo?». E intendeva il processo a Luigi Preiti, l’uomo che stava per ucciderlo. «Gli abbiamo spiegato -racconta Pietro Giangrande- che è un faccenda lunga, che per arrivare al processo ci vuole tempo, più tempo di quanto lui dal letto d’ospedale possa aver pensato».

Ma dal letto d’ospedale, prima ancora che riuscisse a sedersi sulla sedia, il nostro brigadiere s’è parecchio preoccupato anche dei medici e delle infermiere che lo stanno curando. Ha imposto, come al solito, a Martina che comprasse confezioni di caffè un po’ per tutti, un regalino, un pensiero gentile, un grazie detto alla sua maniera. E lei l’ha accontentato, come l’ha accontentato l’altra sera davanti a una vaschetta di gelato rimasta praticamente intatta. «Non riportarlo a casa, si rovinerà lungo la strada. Dallo a loro, alle infermiere. Saranno contente». E’ stato un piccolo trionfo.

TERAPIA E VISITE
Mangia con appetito, anche se sempre con l’aiuto di qualcuno, parla, vede la tv, passa notti relativamente tranquille pensando a quello che gli è capitato. A volerle semplificare, queste giornate di Montecatone, Giangrande le divide molto semplicemente in due.
La mattina la dedica alla terapia, si sottopone a sedute massacranti senza battere ciglio, e i miglioramenti si vedono, piccoli movimenti, piccoli riflessi in più dopo quella lesione al midollo. Il pomeriggio, invece, è per le visite, la figlia Martina e tutti gli altri, soprattutto i colleghi del Battaglione Toscana, che non l’hanno lasciato solo un momento.

Eppoi gli incontri con le autorità, il comandante dell’Arma Gallitelli, il presidente del Consiglio Letta, il presidente della Regione Emilia Romagna Errani. «Sapesse come si prepara con cura» racconta la figlia. Ogni volta lui che le dice: «Voglio farmi vedere pronto anche da loro». E così questi brevi colloqui durano qualche minuto in più del previsto, il brigadiere diventa sempre più forte.

IL COMPLEANNO DELLA FIGLIA
Martina, però, resta con i piedi per terra. Giudiziosa come un’adulta, coraggiosa come solo la figlia di Giuseppe Giangrande può essere. Lei, che da un mese ormai si dedica ventiquattr’ore al giorno al padre («sono tornata a casa a Prato un paio di volte, solo per un cambio d’abiti»), che fa avanti e indietro tra Imola e Montecatone, dall’appartamento che l’Arma le ha messo a disposizione, lo ripete a tutti quelli che vorrebbero già festeggiare qualcosa: «Sono piccoli passi, la strada è lunga».

Lunga anche per lei che il 13 maggio ha compiuto 23 anni e quel compleanno non lo voleva proprio festeggiare. Ci hanno pensato gli uomini dell’Arma a farle cambiare idea. L’hanno trascinata a cena, marescialli, mogli, bambini, tutti insieme sul cocuzzolo di Dozza, un gioiello di paese sopra Imola.
«E hanno avuto ragione loro, sono stata bene». Coraggio Martina, da quassù sembra un’altra Italia.

Il tormentone sudcoreano “Gangnam Style” nella versione di Maurizio Crozza nel suo ‘Paese delle meraviglie’ in onda su La7: protagonista Silvio Berlusconi, alle prese con le incognite sul futuro del suo partito. Semplicemente geniale come sempre!

Ci siamo, inizia il countdown. Il 13 dicembre il primo film della trilogia de “Lo Hobbit” sarà nelle sale. Ecco quanto si legge dal sito ufficiale http://www.thehobbit.com

From Academy Award®-winning filmmaker Peter Jackson comes “The Hobbit: An Unexpected Journey,” the first of a trilogy of films adapting the enduringly popular masterpiece The Hobbit, by J.R.R. Tolkien.

The three films tell a continuous story set in Middle-earth 60 years before “The Lord of the Rings,” which Jackson and his filmmaking team brought to the big screen in the blockbuster trilogy that culminated with the Oscar®-winning “The Lord of the Rings: The Return of the King.”

The adventure follows the journey of title character Bilbo Baggins, who is swept into an epic quest to reclaim the lost Dwarf Kingdom of Erebor from the fearsome dragon Smaug. Approached out of the blue by the wizard Gandalf the Grey, Bilbo finds himself joining a company of thirteen dwarves led by the legendary warrior, Thorin Oakenshield. Their journey will take them into the Wild; through treacherous lands swarming with Goblins and Orcs, deadly Wargs and Sorcerers.

Although their goal lies to the East and the wastelands of the Lonely Mountain, first they must escape the goblin tunnels, where Bilbo meets the creature that will change his life forever…Gollum.

Here, alone with Gollum, on the shores of an underground lake, the unassuming Bilbo Baggins not only discovers depths of ingenuity and courage that surprise even him, he also gains possession of Gollum’s “precious” ring that holds unexpected and useful qualities… A simple, gold ring that is tied to the fate of all Middle-earth in ways Bilbo cannot begin to know.

Ian McKellen returns as Gandalf the Grey, the character he played in “The Lord of the Rings” Trilogy, with Martin Freeman in the central role of Bilbo Baggins, and Richard Armitage as Thorin Oakenshield. Also reprising their roles from “The Lord of the Rings” in “The Hobbit” Trilogy are: Cate Blanchett as Galadriel; Ian Holm as the elder Bilbo; Christopher Lee as Saruman; Hugo Weaving as Elrond; Elijah Wood as Frodo; and Andy Serkis as Gollum. The international ensemble cast of the trilogy also includes (in alphabetical order) Manu Bennett, Jed Brophy, Adam Brown, John Callen, Mark Hadlow, Peter Hambleton, Barry Humphries, Stephen Hunter, William Kircher, Sylvester McCoy, Bret McKenzie, Graham McTavish, James Nesbitt, Dean O’Gorman, Conan Stevens, Ken Stott and Aidan Turner.

The screenplay for “The Hobbit: An Unexpected Journey” is by Fran Walsh & Philippa Boyens & Peter Jackson & Guillermo del Toro. Jackson is also producing the film, together with Carolynne Cunningham, Zane Weiner and Fran Walsh. The executive producers are Alan Horn, Toby Emmerich, Ken Kamins and Carolyn Blackwood, with Boyens and Eileen Moran serving as co-producers.

Under Jackson’s direction, “The Hobbit” Trilogy has been shot in 3D 48 frames-per- second and will be released in High Frame Rate (HFR) 3D, other 3D formats, IMAX and 2D. Under Jackson’s direction, “The Hobbit” Trilogy has been shot consecutively in digital 3D using the latest camera and stereo technology. Production has taken place at Jackson’s own facilities in Miramar, Wellington, and on location around New Zealand.

Among the creative behind-the-scenes team returning to Jackson’s crew are director of photography Andrew Lesnie, production designer Dan Hennah, conceptual designers Alan Lee and John Howe, composer Howard Shore and make-up and hair designer Peter King. The film is edited by Jabez Olssen. The costumes are designed by Ann Maskrey, Richard Taylor and Bob Buck.

Taylor is also overseeing the design and production of weaponry, armour and prosthetics which are once again being made by the award-winning Weta Workshop. Weta Digital take on the visual effects for the films, led by the film’s visual effects supervisor, Joe Letteri. Post production will take place at Park Road Post Production in Wellington. “The Hobbit: An Unexpected Journey” and the second and third films of the trilogy are productions of New Line Cinema and Metro-Goldwyn-Mayer Pictures (MGM), with New Line managing production. Warner Bros. Pictures is handling worldwide theatrical distribution, with select international territories as well as all international television distribution being handled by MGM.

“The Hobbit: An Unexpected Journey” will be released on December 14, 2012, with the second film, “The Hobbit: The Desolation of Smaug,” releasing December 13, 2013, andthe third film, “The Hobbit: There and Back Again” slated for July 18, 2014.

E pensare che questa canzone è del 1969….

testo e la traduzione

Cat’s foot iron claw – Zampa di gatto, artiglio d’acciaio
Neuro-surgeons scream for more – Neurochirurghi ne chiedono ancora
At paranoia’s poison door – Alla porta avvelenata della paranoia
Twenty first century schizoid man – Lo schizoide del ventunesimo secolo

Blood rack barbed wire – Sangue, tortura, filo spinato
Politicians’ funeral pyre – La pira funeraria dei politici
Innocents raped with napalm fire – Innocenti violentati dal fuoco del napalm
Twenty first century schizoid man – Lo schizoide del ventunesimo secolo

Death seed blind man’s greed – Seme della Morte, avidità del cieco
Poets’ starving children bleed – Poeti muoiono di fame, bambini sanguinano
Nothing he’s got he really needs – Non c’è niente che possieda di cui abbia davvero bisogno
Twenty first century schizoid man – Lo schizoide del ventunesimo secolo

Mostra al museo di Roma in Trastevere

La città dell’Aquila prima e dopo il terremoto, in un percorso espositivo che presenta la toccante testimonianza di un grande maestro della fotografia a tre anni dalla tragedia del 6 aprile 2009.

ll rapporto tra Gianni Berengo Gardin e L’Aquila risale a 16 anni fa, quando il fotografo aveva immortalato il calore della gente e la straordinaria architettura della città. Dopo anni di lavoro sul posto, il fotografo è tornato per testimoniare con le proprie fotografie lo stato in cui è ridotta, dopo il terremoto, una città bloccata e ferita, con un centro storico trafitto da impalcature, nascosto da teli e travi, strade una volta brulicanti di suoni e di vita, ora deserte.

Oltre alla documentazione delle condizioni in cui L’Aquila versa dopo il sisma, con le sue immagini Berengo Gardin compie un raffronto diretto, duro e inevitabile, tra il prima e il dopo. Un atto doloroso, ma dovuto, nei confronti di chi quotidianamente vive esiliato dalla propria vita, in un tessuto urbano che non lo rappresenta più.

Con il suo speciale e classico stile, in linea con la grande tradizione della fotografia impegnata, Berengo Gardin traccia un ritratto sentito, vibrante e come sempre attento, alla realtà sociale di una città ferita che è diventata il simbolo del nostro paese.

Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930. Nel 1963 vince il World Press Photo. Dopo essersi trasferito a Milano si dedica principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 inizia la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 vince il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 200) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali).

La mostra è proposta nell’ambito del festival FotoLeggendo, organizzato e prodotto da Officine Fotografiche, con la direzione artistica di Tiziana Faraoni. FotoLeggendo è promossa dalla Provincia di Roma e dal Municipio Roma XI, Assessorato alle Politiche Culturali e della Memoria. (aperto martedì-domenica 10-20)

7×01 – Contro ogni nemico

La regina Elisabetta I ha detto: “Non si può rimediare al passato.” (Jennifer Jareau)

Le uniche persone che potevano compiere questa missione sono appena uscite. Svolgono il loro lavoro con integrità e, cosa più importante, essi onorano il loro giuramento: ‘Io sosterrò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti d’America contro tutti i nemici, interni ed esterni. Mi comporterò con vera fede e lealtà verso di essa e accetto liberamente quest’obbligo, senza alcuna riserva mentale o intenzione di sottrarmi, di assolvere correttamente e fedelmente ai doveri dell’incarico che sto per assumere. Con l’aiuto di Dio.’ (Emily Prentiss)

7×02 – Prova estrema

Se è un miracolo, ogni tipo di testimonianza sarà sufficiente; ma se è un fatto, la prova è necessaria.’ Mark Twain.(Spencer Reid)

Scott Adam ha scritto: ‘Niente ispira il perdono quanto la vendetta.’ (David Rossi)

7×03 – Prigioniero della mente

‘Gli uomini non sono prigionieri del destino, ma prigionieri delle loro menti.’ Franklin Delano Roosevelt. (Spencer Reid)

‘Siamo nati soli, viviamo soli, moriamo soli. Solo attraverso l’amore e l’amicizia possiamo creare l’illusione, per un momento, di non essere soli.’ Orson Welles. (David Rossi)

7×04 – L’escluso

‘Puoi lasciare la scuola, ma questa non lascia mai te.’ Andy Partridge. (Spencer Reid)

‘Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.’ Khalil Gibran. (Aaron Hotchner)

7×05 – Il dolore della colpa

‘Fanciullo io già non ero come gli altri erano, nè vedevo come gli altri vedevano.’ Edgar Allan Poe. (Spencer Reid)

‘Tutte le cose veramente cattive nascono dall’innocenza.’ Ernest Hemingway. (David Rossi)

7×06 – Al di là della morte

‘Morire è tremendo, ma l’idea di dover morire senza aver vissuto è insopportabile.’ Erich Fromm. (David Rossi)

‘Il momento della morte, come il finale di una storia, da un significato diverso a ciò che lo ha preceduto.’ Mary Catherine Bateson. (David Rossi)

7×07 – Nell’occhio del tornado

‘Per l’uomo sano nel corpo e sereno nello spirito non esiste il brutto tempo. Ogni giorno ha la sua bellezza e le tempeste che sferzano il sangue non fanno altro che farlo pulsare più vigorosamente.’ George Gissing. (Aaron Hotchner)

‘Le avversità sono come un vento forte: ci strappano via tutto tranne ciò che non può essere strappato, e ci rivelano per quello che realmente siamo.’ Arthur Golden. (Jennifer Jareau)

7×08 – Hope

‘La speranza è la fede che ci tende la mano nell’oscurità.’ George Iles. (Penelope Garcia)

Tutti noi siamo i protagonisti del nostro viaggio, ognuno di noi è protagonista della sua avventura. Incontriamo ogni tipo di sfide e le scelte che facciamo durante questa avventura ci formano lungo il percorso. Queste scelte ci spronano e ci mettono alla prova e ci spingono fino ai nostri limiti e la nostra avventura ci rende più forti di quanto non avremmo ritenuto possibile.
C’è una frase del mio autore preferito, Joseph Campbell, che recita così: ‘Cerca un posto dentro di te dove c’è gioia e la gioia brucerà la sofferenza.’ (Penelope Garcia)

7×09 – Onore e disciplina

‘Le cose non cambiano, noi cambiamo.’ Henry David Thoreau. (Derek Morgan)

‘Bisogna fare attenzione a giudicare gli uomini dall’apparenza.’ Jean de La Fontaine. (Derek Morgan)

7×10 – Ultimo round

‘Tutti vogliono andare in paradiso, ma nessuno vuole morire.’ Joe Lewis. (Aaron Hotchner)

Hermann Hesse ha scritto: ‘Alcuni pensano che tenere duro renda forti, ma a volte è lasciarsi andare che lo fa.’(Aaron Hotchner)

7×11 – Veri geni

‘Tre persone possono serbare un segreto se due sono morte.’ Benjamin Franklin. (Derek Morgan)

‘Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria.’ Dante. (Spencer Reid)

7×12 – Soggetto Ignoto

‘Non soffriamo per lo shock dei nostri traumi, ma ne ricaviamo solo quello che si adatta ai nostri scopi.’ Alfred Adler. (Aaron Hotchner)

‘L’arte di vivere consiste nel saper mescolare bene il dimenticare e il ricordare.’ Henry Ellis. (Emily Prentiss)

7×13 – Il banco vince sempre

Un proverbio cinese dice: ‘Al tavolo da gioco non ci sono né padri né figli.’ (Aaron Hotchner)

George Sala ha detto: ‘Un giocatore con un sistema deve essere in misura maggiore o minore folle.’ (David Rossi)

7×14 – L’ultimo bicchiere

‘Non c’è da fidarsi di chi ha già mancato alla parola.’ William Shakespeare. (Aaron Hotchner)

‘Puoi rimanere deluso se ti fidi troppo, ma vivrai nel tormento se non ti fidi abbastanza.’ Frank Crane. (Aaron Hotchner)

7×15 – Una linea sottile

‘L’uguaglianza può anche essere un diritto, ma nessun potere sulla terra può trasformarla in fatto.’ Honoré de Balzac. (Derek Morgan)

‘Sono per la verità, chiunque la dica; sono per la giustizia, chiunque sia a favore o contro di essa.’ Malcom X.(Emily Prentiss)

7×16 – Affari di famiglia

Eckhart Tolle ha detto: ‘Dove c’è rabbia, c’è sempre un dolore sotterraneo.’ (Derek Morgan)

‘Vivi in modo che quando i tuoi figli penseranno alla correttezza e all’integrità penseranno a te.’ Jackson Brown Jr.(Jennifer Jareau)

7×17 – Ti amo, Tommy Brown

Qualcuno ha detto che l’amore è dare a una persona la possibilità di distruggerti, ma confidare nel fatto che non lo faccia. (Derek Morgan)

‘Per ogni buona ragione che c’è per mentire, c’è una ragione migliore per dire la verità.’ Bo Bennett. (Derek Morgan)

7×18 – La moneta del ricordo

‘La memoria è una cosa complicata. È imparentata con la verità, ma non è la sua gemella.’ Barbara Kingsolver.(Emily Prentiss)

‘Niente imprime una cosa così intensamente nella memoria quanto il desiderio di dimenticarla.’ Michel de Montaigne. (Derek Morgan)

7×19 – La dimora degli Heathridge

‘Ognuno è il demone di se stesso e rende il mondo il suo inferno.’ Oscar Wilde. (Emily Prentiss)

‘Tutto ciò che vediamo o immaginiamo è solo un sogno dentro il sogno.’ Edgar Allen Poe. (Aaron Hotchner)

7×20 – La società

‘Peggio che dire una menzogna è passare tutta la vita rimanendo fedeli ad una menzogna.’ Robert Brault. (Derek Morgan)

7×21 – La Bacchetta del Rabdomante

‘Meglio uccidere un desiderio nella culla che cullare desideri irrealizzabili.’ William Blake. (Aaron Hotchner)

‘E’ solo in amore e nell’omicidio che rimaniamo sinceri.’ Friedrich Dürrenmatt. (Emily Prentiss)

7×22 – A Lezione dai Profiler

Voltaire ha scritto: ‘Al vivo dobbiamo rispetto ma al morto dobbiamo solo la verità.’ (David Rossi)

Lo statista e scrittore irlandese Edmund Burke ha scritto una volta: ‘L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che le brave persone non facciano niente.’ (David Rossi)

7×23 – Colpisci…

‘La paura si affronta e si distrugge col coraggio.’ John Bell. (Jennifer Jareau)

7×24 – … E Fuggi

Ho sempre sentito dire ‘Ogni fine è anche un inizio’, solo che in quel momento non lo sappiamo. Mi piacerebbe pensare che è vero. (Emily Prentiss)

6×01 – Una lunga lunga notte

Una famiglia è un posto in cui le anime vengono a contatto tra loro. Se si amano a vicenda, la casa sarà bella come un giardino di fiori. Ma se le anime perdono l’armonia tra loro, sarà come se una tempesta. Buddha. (JJ)

6×02 – JJ

Jean Racine ha detto: “Una tragedia non necessita di sangue e morte; è sufficiente che sia pervasa di quella maestosa tristezza che è il fondamento della tragedia.” (JJ)

Sono grata per gli anni che ho trascorso in questa famiglia, per tutto quello che abbiamo vissuto insieme, tutte le occasioni che abbiamo avuto per crescere. Porterò con me i ricordi più belli e seguirò gli insegnamenti che ho ricevuto dovunque io vada. Un amico mi ha detto di essere sincera, ed eccomi qui: non è quello che voglio, ma andrò avanti a testa alta, forse perchè prendo tutto come una lezione o perchè voglio lasciare questo posto con serenità. O forse perchè finalmente ho capito: ci sono cose che non vogliamo che avvengano, ma dobbiamo accettare; cose che non vogliamo sapere, ma che dobbiamo imparare; persone senza le quali non possiamo vivere, ma che dobbiamo lasciare andare. (JJ)

6×03 – Posizioni Compromettenti

Abramo Lincoln ha detto: “Chiunque tu sia, sii una persona per bene.” (Penelope Garcia)

Indossiamo tutti delle maschere, e arriva un momento in cui non possiamo toglierle senza toglierci la pelle. André Berthiaume. (Emily Prentiss)

6×04 – Il ricordo delle cose passate

Marcel Proust ha scritto: “Il ricordo delle cose passate non è necessariamente il ricordo di come siano state veramente.” (David Rossi)

Mark Twain ha scritto: “Quando ero giovane, ricordavo tutto, che fosse successo realmente o no, ma ora le mie facoltà stanno scemando, e presto non riuscirò a ricordare altro se non le cose che non sono mai accadute. E’ triste ridursi in questo modo, ma è una cosa che capiterà a tutti noi.” (David Rossi)

6×05 – Anime Malvagie

L’umanità è una sola famiglia indivisa e indivisibile, non posso prendere le distanze neanche dall’anima più malvagia. Il Mahatma Gandhi. (Derek Morgan)

Ma ho promesse da non tradire e miglia da fare prima di dormire, miglia da fare prima di dormire. Robert Frost.(Derek Morgan)

6×06 – La notte del diavolo

Niccolò Machiavelli ha scritto: “L’offesa che si fa all’uomo deve essere tanto grande da non temere la vendetta.”(Aaron Hotchner)

Thomas Kempis ha scritto: “L’amore non sente pesi, ignora i suoi problemi, affronta quello che è al di sopra delle sue forze, non invoca scuse per l’impossibilità, perchè pensa che tutto sia legittimo per lui. E che tutto sia possibile.” (Aaron Hotchner)

6×07 – Bisogno d’amore

Il gregge cerca il grande non per il suo bene, ma per la sua influenza. E il grande lo accoglie per vanità o per bisogno. Napoleone Bonaparte. (Aaron Hotchner)

Senza eroi siamo persone comuni e non sappiamo quanto possiamo andare lontano. Bernard Malamud. (Aaron Hotchner)

6×08 – Riflesso del desiderio

La fama svanirà e, addio fama, ti ho avuta. Ho sempre saputo che eri incostante. È una cosa che so, ma a cui non so abituarmi. Marilyn Monroe. (Penelope Garcia)

Ritengo che l’umanità sia nata da un conflitto. Forse è per questo che tutti noi abbiamo un lato oscuro. Alcuni scelgono di assecondarlo, altri non hanno scelta. Il resto di noi lo combatte. Ma in fin dei conti, è naturale come l’aria che respiriamo: a un certo punto siamo costretti ad affrontare la verità. Tutti noi. (Penelope Garcia)

6×09 – Dentro i boschi

Ralph Ellison ha scritto: “Sono invisibile, solo perchè la gente rifiuta di vedermi.” (Derek Morgan)

Elise Cabot ha detto: “Il male brucia solo un momento, ma si lascia dietro un guscio carbonizzato.” (Aaron Hotchner)

6×10 – Cercando il perdono

Quando eravamo bambini pensavamo che una volta cresciuti non saremmo stati più vulnerabili. Ma crescere vuol dire accettare la vulnerabilità. Essere vivi significa essere vulnerabili. Madeleine L’Engle. (Aaron Hotchner)

I figli iniziano amando i loro genitori; in seguito li giudicano; qualche volta li perdonano. Oscar Wilde. (David Rossi)

6×11 – Una storia complessa

Non esiste una libertà parziale. Nelson Mandela. (Derek Morgan)

Tutte le verità sono facili da capire quando sono rivelate. Il difficile è scoprirle. Galileo. (Derek Morgan)

6×12 – La forza del cuore

Nessun uomo sceglie il male perchè è il male. Lo confonde solo con la felicità, con il bene che cerca. Mary Wollstonecraft Shelley (Dr. Spencer Reid)

Le cose migliori e più belle della vita non possono essere nè viste nè toccate. Devono essere sentite con il cuore. Helen Keller (Dr. Spencer Reid)

6×13 – Il tredicesimo piano

Frederich Nietzsche ha scritto: “Quello che desta realmente indignazione verso la sofferenza non è la sofferenza in sè, ma l’insensatezza della sofferenza.” (Emily Prentiss)

William Glasser ha scritto: “Le cose dolorose avvenute in passato hanno un’enorme influenza su quello che siamo oggi.” (Emily Prentiss)

6×14 – L’odore del passato

La caccia non è uno sport. In uno sport, entrambi i contendenti sanno di giocare. Paul Rodriguez. (Derek Morgan)

Niente fa rivivere il passato più intensamente di un odore che una volta vi era associato. Vladimir Nabokov. (Emily Prentiss)

6×15 – Il prezzo del cambiamento

È difficile combattere contro un nemico che ha degli avamposti nella tua testa. Sally Kempton. (David Rossi)

Non esiste circostanza, nè destino, nè fato che possa ostacolare la ferma risolutezza di un animo determinato. Ella Wheeler Wilcox. (Emily Prentiss)

6×16 – Note dal profondo

Domani ti riprometti che sarà diverso. Eppure il domani è troppo spesso una reiterazione dell’oggi. James T. McCay. (Dr. Spencer Reid)

Honore de Balzac una volta ha detto: “Molte persone d’azione sono inclini al fatalismo e quelle di pensiero credono nella provvidenza.” (Ian Doyle)

6×17 – Valhalla

Lao Tzu ha detto: “Quando mi libero di quello che sono, divento quello che potrei essere.” (Emily Prentiss)

Dorothy Dix ha scritto: “La confessione è sempre un atto di debolezza. La persona forte mantiene i suoi segreti e accetta le proprie punizioni in silenzio.” (Emily Prentiss)

6×18 – Lauren

Il segreto per cavarsela con le menzogne è crederci con tutto il cuore. Questo vale quando si mente a sè stessi ancora più che quando si mente agli altri. Elizabeth Bear. (Emily Prentiss)

Walter Langer ha scritto: “La gente crede più a una grossa menzogna che a una piccola. E se viene ripetuta abbastanza spesso, la gente prima o poi ci crede.” (JJ)

6×19 – Con amici come questi…

Lizette Reese ha scritto: “Le vecchie fedi le loro candele tutte intorno accendono, ma la cruda verità arriva e tutte le spegne.” (Dr. Spencer Reid)

Il Buddha Siddharta ha detto: “Non è il suo nemico o il suo avversario ad attirarlo sulla via del male.” (Derek Morgan)

6×20 – Stadi del dolore

Antonio Porchia ha scritto: “L’uomo se non soffre a malapena esiste.” (Derek Morgan)

6×21 – Ombre del passato

Stephen King ha scritto: “A volte le dimore umane generano mostri inumani.” (Aaron Hotchner)

Ogni viaggio nel passato è contaminato da illusioni, falsi ricordi, false etichette per eventi reali. Adrienne Rich(Ashley Seaver)

6×22 – Alla ricerca di Rose

Agatone ha detto: “Solo di questo persino gli dei sono privi, del potere di fare in modo che le cose passate non siano avvenute.” (David Rossi)

Domenico Estrada ha scritto: “Ricordate il passato solo se potete costruirvi qualcosa.” (Aaron Hotchner)

6×23 – Il mare è grande

Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Al massimo è stato complice dell’inquietudine umana. Joseph Conrad(David Rossi)

Siamo legati all’oceano e quando torniamo al mare, sia per navigarci che per guardarlo, torniamo da dove siamo venuti. John Fitzgerald Kennedy (Derek Morgan)

6×24 – Domanda & Offerta

Thomas Hardy ha scritto: “Per ogni male c’è sempre un peggio.” (Aaron Hotchner)

Quello che è in nostro potere fare, è in nostro potere non fare. Aristotele (David Rossi)