La lunga giornata elettorale americana – che potrebbe essere lunghissima per lo spauracchio pareggio tra Barack Obama e Mitt Romney – e’ partita dagli Stati della East Coast (compresi Ohio e Florida) con l’apertura dei seggi tra le 6 e le 7 del mattino ora locale (da mezzogiorno in poi in Italia). Poi sarà la volta degli Stati centrali per finire alla West Coast, dove il fuso orario con l’Italia è di nove ore. I primi ad arrivare saranno i dati sull’affluenza Stato per Stato. Per i primi exit poll negli Stati chiave bisognerà aspettare l’una del mattino in Italia, con la Virginia. Poi a seguire il cruciale Ohio all’1 e 30 e l’altrettanto importante Florida alle 2. Chiuderanno gli Stati della West Coast (tra cui California e Stato di Washington) alle 5 del mattino. Nelle scorse elezioni, l’elezione ufficiale del nuovo presidente americano fu data poco prima delle 4 del mattino in Italia.

Negli Stati Uniti è dunque arrivato il giorno della verità: dopo una costosissima campagna elettorale caratterizzata da scivoloni su entrambi i fronti e da una devastante tempesta, si sono aperti i seggi per scegliere chi tra Barack Obama e Mitt Romney sarà il 45mo presidente americano. A mezzogiorno ora italiana, si è cominciato a votare in otto Stati della costa orientale: New Hampshire, Maine, Vermont, Connecticut, New York, New Jersey, Virginia e, più all’interno, Indiana e Kentucky. Virginia e New Hampshire sono tra i cosiddetti “Swing States”, gli Stati in bilico che decideranno la sfida.

Obama ha chiuso la campagna a Des Moines, in Iowa: «Sono tornato ancora una volta qui per chiedere il vostro voto e per finire quello che abbiamo iniziato: è da qui che è partito il movimento per il cambiamento». «Voi ci avete ispirati, ma il viaggio non è finito, non possiamo oggi rinunciare al cambiamento», ha affermato il presidente Usa, preceduto sul palco dalla moglie Michelle e da Bruce Springsteen.

Lo sfidante repubblicano ha parlato in Ohio impegnandosi a creare «quei posti di lavoro che il presidente Obama non è stato in grado di creare». Poi dal New Hampshire ha aggiunto: «Io sono il vero cambiamento, perché non è una cosa di cui so solo parlare, ma ho dimostrato di saperlo fare».

A giudicare anche dagli ultimi sondaggi, tra Obama e Romney si profila un testa a testa e lo spauracchio peggiore resta per tutti quello di un pareggio, come avvenne nel 2000 tra Al Gore e George W. Bush, con quest’ultimo vincitore grazie a un pugno di voti di più in Florida. Persino il voto a Dixville Notch, il paesino del New Hampshire che è tradizionalmente il primo a votare, ha visto un pareggio per 5 a 5. Chiuderanno alle 19,30 questa sera, quando in Italia sarà l’una e mezza del mattino, le urne in Ohio, lo stato che tutti considerano decisivo per la battaglia per la Casa Bianca. È già nel giro di massimo mezz’ora, per le 20 ora locale, si prevede che le autorità dello stato saranno in grado di dare i risultati del voto in anticipo. Risultati che potranno dare già un primo importante segnale sull’andamento del voto. Secondo tutte le previsioni infatti, Barack Obama dovrebbe essere in vantaggio nel cosidetto early vote, quindi la dimensione di questo vantaggio potrà rivelarsi determinante per la vittoria dei 18 voti elettorali dello stato del mid west che potranno essere l’ago della bilancia. Si vota anche per rinnovare completamente i 435 seggi alla Camera dei Rappresentanti e un terzo dei cento seggi al Senato, e per eleggere i governatori di undici Stati e quelli di due “territori liberi associati”, cioè Portorico e le Samoa Americane. Inoltre, c’è da esprimersi su 176 referendum indetti a livello locale.