(ANSA) – ”I Colori del buio”, fino al 25 marzo al complesso del Vittoriano, è un viaggio attraverso i più importanti progetti di ricerca del gruppo La Venta, che utilizza risorse umane e tecniche maturate in due decenni di spedizioni in contesti straordinari, tra foreste pluviali, ghiacciai, montagne, deserti e intricati labirinti sotterranei.
E’ un viaggio che, dalle città perdute nella selva ai cristalli più grandi del mondo, conferma che le fantastiche rappresentazioni del mondo sotterraneo di Jules Verne non erano troppo lontane dalla realtà. Filo conduttore della mostra sono i differenti elementi che compongono la superficie terrestre e i vari ambienti climatici, nei quali si aprono grotte molto diverse tra loro.
Obiettivo generale è spiegare come, dove e perché si esplora il mondo sotterraneo, e cosa vi si trova: dalla speleologia subacquea ai lunghi campi sotterranei necessari per esplorare le grotte, paragonabili, per complessità e rischi, alle spedizioni su montagne di ottomila metri. Tra alta tecnologia e fatica, corde e rocce, pareti e fiumi sotterranei, rischi ed exploit, la mostra “Icolori del buio” dimostra che sul pianeta Terra c’è ancora molto da esplorare e svela un volto poco noto degli speleologi: quello di geografi del buio.
Un viaggio attraverso diversi ambienti della Terra, dalle montagne carsiche ai ghiacciai, dalle foreste pluviali ai deserti. L’esposizione, la più completa mai realizzata in Italia sulla speleologia e sugli ambienti sotterranei naturali del pianeta.

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