(ANSA) – MILANO, 7 FEB – Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Grazia Domanico per la vicenda dell’intercettazione Fassino-Consorte legata alla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Quello che si aprirà è il quarto processo a Milano per l’ex premier. Il processo a Silvio Berlusconi si aprirà davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano il prossimo 15 marzo. Gli altri tre processi in cui l’ex premier è imputato sono quelli sul caso Mills, sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Mediaset e quello sulla vicenda Ruby. Silvio Berlusconi, rinviato a giudizio per la vicenda della fuga di notizie relativa all’ intercettazione Fassino-Consorte, ha spiegato stamani davanti al giudice di non aver mai dato ordini per far pubblicare il contenuto del ‘nastrò su ‘Il Giornalè. Lo ha riferito l’ avvocato Niccolò Ghedini. Lo storico difensore dell’ex premier, parlando coi cronisti, ha chiarito che stamani Berlusconi, nel corso dell’interrogatorio e delle dichiarazioni spontanee in aula, «ha detto la verità, ossia che nulla sa di questa vicenda come emerge poi dagli atti del procedimento». Il legale ha spiegato che il leader del Pdl ha detto davanti al giudice «che non ha mai ascoltato quella telefonata, che non ha mai dato ordini di pubblicarla e che non ha mai avuto alcuna compartecipazione nella vicenda». L’avvocato, infine, ha raccontato che l’ex premier ha sì affermato di aver ricevuto gli imprenditori Favata e Raffaelli ad Arcore la vigilia di Natale del 2005, ma che «li ha ricevuti come riceve e ha ricevuto altre centinaia di imprenditori».

ANSA) – MILANO, 7 FEB – Il processo a Silvio Berlusconi «non può ritenersi inutile» per chiarire definitivamente la vicenda della fuga di notizie relative all’intercettazione Fassino-Consorte avvenuta in piena scalata a Bnl da parte di Unipol e pubblicata sul quotidiano di famiglia ‘Il Giornalè alla fine di dicembre 2005, qualche mese prima delle elezioni. L’utilità dei dibattimento è il motivo per cui il gup di Milano, Maria Grazia Domanico, come ha scritto nel suo provvedimento, ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex premier accusato di rivelazione del segreto d’ufficio in quanto la conversazione quando venne pubblicata sulla stampa, era ancora coperta dal segreto istruttorio. Il giudice in sostanza ha condiviso le ragioni per cui il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, dopo aver chiesto l’archiviazione del caso e dopo aver dovuto formulare l’imputazione coatta per l’ex presidente del Consiglio, ha chiesto il processo. Quasi certamente il procuratore Romanelli, che già rappresenta la pubblica accusa nel dibattimento in cui è imputato per la stessa vicenda Paolo Berlusconi (la prossima udienza è fissata per il 6 marzo, ndr), chiederà la riunificazione dei due procedimenti. Il reato contestato a Silvio Berlusconi va in prescrizione nel giugno 2013.

(OMNIMILANO) Milano, 07 FEB – Rinviato a giudizio l’ex premier Silvio Berlusconi per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al passaggio di mano nel 2005 della chiavetta usb contenente l’intercettazione ancora coperta da segreto istruttorio del 18 luglio precedente, in piena scalata di Bnl da parte di Unipol, tra l’allora leader dei Ds Piero Fassino e l’ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte sul caso Bnl-Unipol in cui si dicevano «Abbiamo una banca». Il processo comincerà il 15 marzo davanti alla seconda sezione penale. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice per l’udienza preliminare Maria Grazia Domanico, lo stesso del caso Ruby, dopo che la collega Stefania Donadeo lo scorso 15 settembre aveva rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, disponendo per l’ex premier l’imputazione coatta. Domanico ha motivato nel merito il rinvio a giudizio, sostenendo che allo stato degli atti «non può essere operata una valutazione di non utilità del processo». Silvio Berlusconi è coinvolto nel procedimento, perché il 24 dicembre 2005 – quando l’intercettazione non era ancora stata trascritta, né sintetizzata nei verbali delle operazioni compiute dagli investigatori, né trasfusa in atti di indagine e quindi era esistente ancora solo in formato audio – secondo quanto confessato dall’imprenditore Fabrizio Favata, era stata portata da lui stesso e da Roberto Raffaelli, l’amministratore delegato della società che aveva fatto l’intercettazione, ad Arcore, per farla ascoltare all’ex premier alla presenza del fratello Paolo, con cui avevano preso accordi in merito. Tuttavia oggi Silvio Berlusconi si è difeso, sostenendo di «conservare memoria solo di un incontro con Raffaelli», e non di Favata, e di «non ricordare nulla» del nastro, e quindi di «escludere» di averlo sentito. Infine l’intercettazione sarebbe stata consegnata a Paolo Berlusconi e poi è stata pubblicata tra il 31 dicembre 2005 e il 2 gennaio 2006 dal Giornale, di cui è l’editore. Per questi fatti, Paolo Berlusconi lo scorso giugno è già stato rinviato a giudizio, mentre Favata è stato condannato con rito abbreviato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e a 40mila euro di risarcimento per danni morali a Fassino, e Raffaelli ha patteggiato un anno e 8 mesi. Per Silvio Berlusconi, all’epoca indagato anche per concorso in ricettazione, il pm Maurizio Romanelli aveva chiesto l’archiviazione, ma Donadeo aveva ritenuto ci fossero elementi per sostenere l’accusa in giudizio in merito alla sola imputazione prevista dal primo comma dell’articolo 326 del codice penale, che punisce il pubblico ufficiale che rivela notizie segrete; e non per il terzo comma, che dispone pene più ingenti se la rivelazione del segreto serve a procurare un ingiusto profitto a sé o ad altri. Il gup aveva inoltre ordinato al pm di indagare Maurizio Belpietro per concorso nello stesso reato, ma per omesso controllo, perché quale direttore del Giornale all’epoca avrebbe dovuto esercitare il controllo necessario a impedire la commissione di un reato tramite la pubblicazione dell’intercettazione. Nel suo caso, però, sta scattando la prescrizione. Assolto invece con sentenza passata in giudicato dall’accusa di pubblicazione di notizia coperta da segreto il giornalista Gianluigi Nuzzi, che aveva firmato gli articoli che riportavano la conversazione. Fassino, che si è costituito parte civile anche contro Paolo Berlusconi, aveva preannunciato l’intenzione di farlo anche contro l’ex premier, ma il suo legale oggi non si è presentato in udienza. Lo potrà comunque fare a dibattimento. Il 6 marzo, quando di terrà la prossima udienza del dibattimento a carico di Paolo Berlusconi, il pm chiederà di riunire il processo a quello del fratello.