(di Pierangelo Sapegno su “Io Donna”)

Da Sidney, Australia, uno su eBay l’ha messa all’asta tutta intera, addirittura: «Vendesi nave da crociera Costa Concordia, lievi danni vicino allo scafo». Prezzo di partenza un dollaro. Ma era già arrivato a mille quando gli hanno fatto chiudere l’annuncio. Però, adesso ce ne sono 31 su eBay, 31 pezzi della memoria e di quel gigante dei mari, reliquie quasi macabre di un giorno e della sua sventura, dal cappello da marinaio, «Costa Concordia Maschera Schettino Costume», come recita la didascalia, «per il Carnevale chesi avvicina», al bicchiere originale (a destra) o alle foto degli interni. Trentuno ieri, ma erano 39 una settimana fa, in un’altra asta, più 52 appena scaduti e un altro messo a parte, anche se appartiene alla stessa tragedia, una maglietta bianca con stampata sopra la frase cult del comandante De Falco: «Vada a bordo Cazzo!». Sette visite.
Nel mucchio, invece c’è il Messaggero del 15 gennaio 2012 (sotto), titolo a caratteri cubitali: «Come il Titanic». L’annuncio che dice: «Ricordi d’altri tempi. Una giornata storica anche se catastrofica per il naufragio della nave da crociera Concordia. Il giornale è completo di tutte le pagine. La cronaca descritta a caldo. Buona visione». Prezzo 24 euro. Dalla Puglia. Ma lo stesso quotidiano e lo stesso numero un’altra volta valgono 25,59 e un’altra ancora appena 5 e 59, da Acireale, Sicilia. C’è lo «splendido modellino in metallo» (sotto a destra), come viene descritto nella pubblicità, «base legno 7 x 23 centimetri in ottime condizioni», che ha già ricevuto 71 offerte, e uno quasi uguale che riporta sulla chiglia tutte le misure di questo orgoglio della Costa Crociere, «Gross Tonnage 112 tonnellate, lunghezza 290 metri, altezza 36…», che è arrivato a 22 e a 151 euro d’asta. Un altro, oggi, è già balzato a 229. In tutte queste aste c’è il bicchiere da cocktail, calice lungo e il solito disegnino della nave, e c’è la fiche del Casinò che parte da 250 euro base d’asta, nient’altro che una fiche rotonda, piccolina, con l’immagine della prua che solca il mare, Costa Concordia scritto sopra e il valore nominale, euro 1, sotto. Il venditore, che si raccomandava urlando in stampatello maiuscolo: «Penso che ormai sia un oggetto introvabile!!! E raro!!!!».
C’è qualcosa di crudele, ma anche di normale, in tutto questo, qualcosa che sfugge al senso della morte. Per lo più, sono pezzi e fotografie di altre crociere (soprattutto quella di luglio 2011). Ma colpisce un interesse così forte dopo la sciagura. Nel mese di dicembre, prima della tragedia all’isola del Giglio, alla voce Costa Concordia su eBay c’erano state solo due aste. Adesso, in neanche un mese dal 13 gennaio, sono diventate più di 90. E quasi nessuna per le altre due ammiraglie da crociera della società, la Costa Fortuna e la Costa Serena. Persino lo scherzo macabro dell’australiano di Sidney aveva raccolto un mucchio di adesioni se era subito arrivato a mille dollari: «Moquette da cambiare causa umidità, qualche danno agli interni per l’acqua. La nave inoltre aveva un padrone più che attento». L’amministrazione di eBay l’aveva chiuso indignata: «Non permettiamo annunci e vendite che cercano di trarre profitto dalla tragedia umana e dalla sofferenza». Lo scherzo è sparito. Sono rimaste le reliquie, il menù della cena di gala, la felpa del personale di bordo, 80 per cento tessuto, la Drill Card per l’esercitazione di emergenza («Portatela con voi»), camera 8314, la carta dell’hotel e la Gold pearl (a sinistra), e tutto quello che può ricordare un mondo finito contro uno scoglio. Anche un marsupio «originale». O il giornale di bordo: «Le nostre escursioni». Fate in fretta.