L’hanno giustiziato in aperta campagna dopo avergli scavato la fossa. Poi hanno bruciato il cadavere nel tentativo di renderlo irriconoscibile. Chi l’ha ucciso a colpi di pistola voleva punirlo per qualcosa che aveva fatto o chiudere la bocca per sempre a un testimone scomodo. E’ mistero intorno al corpo carbonizzato di un uomo trovato ieri mattina da un contadino nel suo terreno alla periferia sud-est di Roma, sulla via Ardeatina, nella zona del Divino Amore. Un’area nota per l’omonimo santuario mariano, meta di pellegrinaggi. La vittima non ha ancora un nome a causa delle condizioni dei resti. Bisognera’ aspettare l’autopsia e gli accertamenti tecnici affidati ai carabinieri del Ris, specie l’esame del Dna. I risultati saranno incrociati prima di tutto con i dati di pregiudicati e ricercati. Tra le ipotesi c’e’ anche quella che possa trattarsi del secondo dei due marocchini ritenuti gli assassini del commerciante cinese Zhou Zheng e di sua figlia Joy di nove mesi, uccisi il 4 gennaio scorso a Torpignattara durante una rapina. L’altro presunto killer, Mohammed Nasiri, era stato trovato impiccato quasi due settimane fa in una zona di campagna sulla via di Boccea, dalla parte opposta della citta’ rispetto al Divino Amore. Anche questo un giallo, con la procura di Roma che procede per istigazione al suicidio. Il corpo carbonizzato è stato trovato in una tenuta agricola in localita’ Borgo Santa Fiuma. Un posto isolato, ideale per un regolamento di conti. A fare la scoperta il contadino proprietario del terreno. L’uomo ha visto il cancello di accesso sfondato e a qualche centinaio di metri il corpo bruciato, dentro una buca. Subito ha chiamato i carabinieri. Sul posto sono stati trovati alcuni bossoli di pistola, una escavatrice parzialmente bruciata, tracce di sangue e impronte sul terreno. Tutti elementi preziosi per cercare di risalire ai killer. L’uomo sarebbe stato uccisa ieri sera tardi a colpi di pistola: sul corpo c’erano i segni di ferite da arma da fuoco. Appare evidente la volonta’ di renderne molto difficile il riconoscimento. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe arrivato sul posto in compagnia di altre persone, i suoi assassini, che avrebbero abbattuto il cancello e poi scavato la fossa per il cadavere. Infine sarebbe avvenuta l’esecuzione. Inizialmente lo stato del cadavere aveva fatto ipotizzare un possibile collegamento con il corpo orrendamente mutilato di una donna trovato a marzo scorso nella stessa zona, a due-tre chilometri in linea d’aria. Le modalita’ dell’omicidio e lo stato del cadavere in quest’ultimo caso sono pero’ completamente diversi. Si tratta del 37essimo omicidio scoperto nella capitale dal gennaio 2011. Un’escalation senza fine di violenza sta insaguinando la capitale. Se si trattasse del secondo killer del commerciante cinese e della figlia, sarebbe un bello smacco per le forze dell’ordine che dal 4 gennaio stanno cercando di arrestare i due assassini. Comunque quel che è certo è che a Roma la criminalità si sente libera di agire. In realtà il numero degli omicidi commessi nel distretto è sostanzialmente analogo all’anno scorso. La percezione è cambiata, così come sono cambiate le modalità, i luoghi. I delitti infatti vengono commessi in maniera quasi spudorata, di giorno, anche in luoghi abitati. Sono i killer più bravi e furbi o le forze dell’ordine meno in grado di beccarli??? Ai posteri la sentenza…..

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