Stephen Meyers è il giovane guru della comunicazione nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti di un molto prossimo futuro. Il candidato che sostiene, sotto la supervisione del più anziano Paul Zara, è il governatore Mike Morris (Clooney). Stephen avrà modo di scoprire progressivamente che Morris, che pensava fosse sufficientemente coerente con gli ideali professati, ha un lato oscuro. Un film ben fatto, forse a tratti lento, ma scorrevole, consigliato. Un flebile grido d’allarme sui meccanismi della democrazia americana non troppo democratici. Un thriller politico che attraverso la formazione di Stephen ricorda allo spettatore il crescente degrado in cui la società si trova. Non è solo un “i politici sono tutti uguali” ma un avvertimento sulla deriva cui la democrazia sta navigando. Al centro delle critiche non solo il mondo politico ma anche quello dei media affidato alla sempre brava Marisa Tomei, giornalista vittima e cacciatore.