Il “Buongiorno” di Massimo Gramellini su “La Stampa”.

Si rimane sinceramente colpiti dallo sforzo titanico con cui, in queste ore, i partiti moderati cercano di apparire moderati. Da quando hanno appreso, con un certo stupore, che aggredire l’avversario non porta più voti, i Berluscones e i Padanos inaugurano le interviste con un mantra di pace: «Per quanto Pisapia sia un galantuomo». Segue l’attribuzione a Pisapia di un fitto catalogo di sventure: con lui sindaco di Milano ci saranno più drogati, più tasse, più moschee e più sbarchi di clandestini (ma dove, ai navigli?). Però il mantra rende tutto digeribile, persino le scorribande ai confini del paranormale. Come quella del disc jockey Red Ronnie, consulente della Moratti, che ha attribuito all’Effetto Pisapia la cancellazione di un concerto previsto per domani, otto giorni prima dell’eventuale vittoria di Pisapia. Ma non stiamo troppo a sottilizzare. Se solo potessero liberare i loro istinti, i moderati rivelerebbero al mondo che razza di cattivo soggetto sia il Pisapia. Invece si controllano, altroché. Resta il mistero sul covo in cui tengono imbavagliata la Santanchè e sulla cura di sedativi a cui viene sottoposto, ormai da oltre 72 ore, Stracquadanio. Si favoleggia di una camera di compensazione in cui i penitenti entrano lanciando urla belluine contro il perfido Pisapia e l’indifendibile Moratti, per poi uscirne rasserenati e con una cospicua dote di «per quanto». Purtroppo ieri mi è crollato il Bossi: non ce l’ha fatta più e pare abbia dato a Pisapia del matto. Un piccolo cedimento, lo riconosco. Ma può capitare. Forza ragazzi, ripartiamo col mantra. Per quanto.