Perché le donne continuano a leggere più degli uomini? Al quesito, vecchio come il mondo moderno, non esistono risposte definitive. Un sondaggio online (non scientifico, of course) rintracciabile in questi giorni di Salone internazionale del Libro sul sito Feltrinelli segnala la netta prevalenza del concetto “perché hanno immaginazione” (68%). Meno gettonate le opzioni “perché vivono nel mondo dei sogni” (10%) e “per consolarsi dei loro uomini” (22%). Un’ipotesi triste che ritorna insieme alle altre due – sogni e immaginazione – nella prefazione di Daria Bignardi per il libro fotografico “Le donne che leggono sono pericolose” (Rizzoli), galleria di ritratti sul tema.

“Le donne che leggono sono pericolose – scrive Bignardi ¬- perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro…”.

Secondo i dati Istat (2010) si dichiarano lettrici il 53,1% delle signore, contro il 40,1% degli uomini. Le differenze di genere sono presenti in tutte le fasce di età e risultano molto forti tra i 20 e i 24 anni, dove la quota rosa sfiora il 65%. Solo dopo i 65 anni lettori e lettrici si equivalgono. Il magazine inglese The Observer ha invece provato a fare dei distinguo psicologici. Le donne statisticamente sono lettrici accanite, quando iniziano un romanzo devono arrivare alla fine. Gli uomini, invece, spesso rientrano nella categoria dei collezionisti distaccati: accumulano, in buona fede, titoli di saggistica che non leggeranno mai. Sono invece equamente divisi tra i due sessi quelli che leggono contemporaneamente due libri. La teoria delle donne multitasking in questo campo non funziona: i multi-book sono trasversali.