Nina (una bravissima Natalie Portman) è una ballerina perfezionista fino all’autolesionismo e forse alla schizofrenia del New York City Ballet che sogna il ruolo della vita e un amore che spezzi l’incantesimo di un’adolescenza mai finita. Incalzata da una madre frustrata, si sottopone a un allenamento estenuante per riuscire ad ottenere il doppio ruolo del Cigno Bianco, delicato e innocente, e del Cigno Nero, che emana una malvagità seducente, nel classico Il lago dei cigni di Cajkovskij, in grado di trasformare una sconosciuta in una star. Nina riesce ad ottenere il ruolo, ma non è sicura di poter incarnare la parte oscura della Regina dei cigni. La ricerca ossessiva del suo lato oscuro e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso una tempesta emozionale e all’incontro con Lily, rivale in nero. Il cigno nero di Darren Aronofsky è un concentrato di emozioni e di follia, con scene anche molto forti e crude al tempo stesso. In un drammatico crescendo di allucinazioni il cigno nero si impossessa del cigno bianco fino ad arrivare alle estremi conclusioni.

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