Scontro all’interno del M5S dopo la partecipazione della consigliera comunale di Bologna, Federica Salsi, alla tramissione televisiva “Ballarò” e la dura replica di Beppe Grillo che dal suo blog aveva ammonito: “La tv è il vostro punto G”. Lunedì la Salsi è intervenuta a Palazzo d’Accursio durante il consiglio comunale del capoluogo emiliano per difendere la sua scelta di partecipare alla trasmissione televisiva e rivendicare il diritto di esprimere le proprie idee anche se non corrispondenti alla linea tracciata dal leader dei grillini. Una scelta che non è piaciuta ai suoi colleghi di partito, Massimo Bugani, capogruppo ed ex candidato a sindaco, e Marco Piazza, che quando ha preso la parola si sono alzati e hanno lasciato l’aula. “Le persone – ha detto la Salsi – vanno rispettate anche se la pensano diversamente da noi. Un movimento non è un movimento sano se gli individui che la pensano diversamente dal capo o vengono buttati fuori o sono ridicolizzati e devono ricevere della violenza verbale”. “Non si può procedere alla lapidazione pubblica – ha aggiunto dopo aver letto una serie di insulti che le sono stati rivolti sul web – se non la pensi come Grillo. Io ho aderito a questo Movimento perché ne condividevo lo spirito e le idee, ma non voglio che si trasformi in Scientology. E non voglio – ha concluso – che si trasformi in un mostro”.Continuano le polemiche e le lotte dentro al movimento di Beppe Grillo.
Per fare il punto ho trovato un articolo di Repubblica del 7 settembre che può essere utile per capire i “dietro le quinte”.

“Ce n’è abbastanza per rinchiuderlo. È un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile”. Il ritratto di Gianroberto Casaleggio è del fratello acquisito, cioè Beppe Grillo. Si incontrarono per la prima volta in una sera d’aprile a Livorno, dopo uno spettacolo del comico. Grillo era ancora quello che spaccava i computer durante le sue performance, ma da quel giorno cambiò tutto. “Venne in camerino – scriveva Grillo nella postfazione di Web Ergo Sum – e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. Non conoscendolo lo assecondai. Gli sorrisi. Cercai di non contrariarlo. Temevo di ritrovarmi una chiocciola o un puntocom in qualche posto sensibile. Era molto convinto di quello che diceva. Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco che invece che ai lupi e agli uccellini parlasse a Internet. (…) Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò. Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff, Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman e degli adoratori del banano. Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. Aziende democratiche, persone al centro di ogni processo, intermediazioni economiche e politiche soppresse, libera circolazione di idee, abolizione della proprietà intellettuale”.

Classe 1954, milanese, un’espressione da primo della classe occhialini e capelloni ricci brizzolati. “Un tizio che sembra Angelo Branduardi ingrassato”, lo canzonò Filippo Facci. Dopo la puntata di “Piazzapulita” è diventato improvvisamente famoso. Ma è soprattutto un manager di successo, proprietario della Casaleggio Associati, società specializzata – ovviamente – in comunicazione e marketing. È la Casaleggio Associati che cura direttamente il blog di Grillo, la rete dei meetup, le strategie sulla rete, la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni del comico e che organizza i suoi tour. Siano essi spettacoli o comizi. Gianroberto però preferisce le retrovie rispetto alla luce dei riflettori. Beppe è il megafono, è il volto, è l’umore di un intero popolo. Casaleggio è la mente, lo stratega, il tecnico, il fidato consigliere. Una specie di Gianni Letta del movimento. Un uomo-macchina: coordina, dà seguito e sostanza a idee e progetti. Fino a pochi anni fa l’azienda gestiva anche il sito-blog di Antonio Di Pietro. Poi la fine dei rapporti, sia di lavoro che politici con l’ex pm. Nel 2007 la società ha chiuso il bilancio con un fatturato di 2,4 milioni e un utile di 668 mila euro. Nel 2008 l’attivo è salito a 807 mila, per flettere nel 2009 e nel 2010 (rispettivamente a 584 mila e 447 mila). La nascita del M5S non ha portato più guadagni, ma certamente un peso politico inimmaginabile solo tre anni fa. Casaleggio non ama le interviste e quando ha avuto qualcosa da dire ha preso carta e penna e inviato una lettera al Corriere della Sera: “Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c’è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il “piccolo fratello” di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo 1984 di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo perbene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale”.
Le voci sui suoi presunti collegamenti con i “poteri forti” da dove nascono? Il presidente della Casaleggio Associati è Enrico Sassoon. Giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico, attualmente direttore responsabile del mensile di management Harvard Business Review Italia (rivista edita da StrategiQs Edizioni, di cui è co-fondatore e amministratore delegato), Presidente di Leading Events (The Ruling Companies Association) e Presidente di Global Trends, società di studi, ricerche e comunicazione.
Nel 1998 Sassoon è amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby “con lo scopo – si legge nel sito – di sviluppare e favorire le relazioni economiche, culturali e politiche tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei propri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi e di diffondere tra i propri associati le informazioni relative alla propria attività”. E risiede ancora nel board of directors della società. Lì è affiancato da personaggi che contano: il presidente onorario David Thorne, ambasciatore in Italia degli Stati Uniti d’America; il vicepresidente Eugenio Sidoli, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia; e poi, tra gli altri, Cesare Romiti, presidente onorario Rcs; Veronica Squinzi della Mapei, figlia di Giorgio presidente di Confindustria; Giuseppe Cattaneo, senior advisor to the chairman Aspen Institute Italia; Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato Ibm Italia; Carlo D’Asaro Biondo, presidente per l’Europa Meridionale e Orientale, Medio Oriente e Africa di Google; Stefano Lucchini, direttore relazioni istituzionali e comunicazione Eni; Alessandro Minuto Rizzo, senior strategic advisor Enel; Carlo Persico, responsabile servizio international network, direzione internazionale IntesaSanpaolo; Giancarlo Villa, presidente e ad Esso Italia. Traduzione basica: banchieri, petrolieri e industriali di livello internazionale. Ma anche lo stesso Gianroberto ha un curriculum di tutto rispetto. Inizia la sua carriera in Olivetti, poi la Webegg Spa e infine la Casaleggio Associati. Nel mezzo – come raccontava nei dettagli Pietro Orsatti suMicroMega due anni fa – una joint-venture, rapporti e contatti ai massimi livelli con Telecom – la stessa presa di mira con preveggenza, per anni, da Beppe Grillo. Ma la scoperta del web, per Casaleggio, va di pari passo con la riproposizioni di termini internettiani del concetto di opinion leader: la presunta capacità persuasoria dei (vecchi) media non sarebbe diretta, ma mediata da individui riconosciuti appunto come opinion leaders, cioè persone ritenute punti di riferimento relativamente a questioni specifiche (per fare un esempio, i sacerdoti nel campo della morale). In internet questi soggetti vengono chiamati influencer: “Online il 90 per cento dei contenuti è creato dal 10 per cento degli utenti, queste persone sono gli influencer – scriveva in un articolo Casaleggio – quando si accede alla Rete per avere un’informazione, si accede a un’informazione che di solito è integrata dall’influencer o è creata direttamente dall’influencer. Un prodotto, un servizio online è fortemente influenzato dall’opinione dei cosiddetti influencer, molto più per esempio dalla promozione diretta o dalla ricerca che viene creata dalle società con forti investimenti, se pensiamo per esempio a un prodotto di elettronica, il 60 per cento degli acquisti on line viene orientato dagli influencer, quindi se per esempio il prodotto di elettronica viene osteggiato dall’influencer non viene venduto on line”.
La strategia comunicativa e aziendale di Casaleggio tiene conto di questo fattore ed è per questo che risulta vincente. Se il blog di Beppe Grillo è diventato praticamente un fenomeno di massa, il merito è sì del messaggio, ma anche del modo con cui viene veicolato. E visto che il verbo grillino impera nella rete, con frotte di militanti pronti a commentare in decine ogni contenuto critico verso il movimento, è per caso grazie ad un controllo continuo e sistematico di ciò che viene pubblicato con successivo “pronto intervento”? Il dubbio sorge spontaneo e non sono in pochi a evocare scenari da “gabinetto di guerra”: cioè un’attenta regia che scannerizza il web, pronta a sguinzagliare decine di nickname in difesa del M5S.
La (nuova) visione del mondo di Casaleggio è sintetizzabile in tre frasi, l’insegnamento principe del libro Tu sei rete: “Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio”. Utilizzare le reti a nostro vantaggio, quindi: un vantaggio economico, quindi. Ma pure, perché no, politico.
Solo strategia commerciale e di marketing? Secondo la visione di Casaleggio le potenzialità del mezzo – internet – stravolgeranno il mondo. Gaia, il futuro della politica è un video postato da YouTube sucasaleggio. it che, partendo dai grandi (nel bene e nel male) personaggi dell’antichità, capaci di sfruttare a proprio favore i nuovi mezzi di comunicazione che via via venivano inventati, finisce per ipotizzare l’immediato futuro: nel 2018 il mondo sarà diviso sarà diviso in due blocchi, quello con il web libero e quello con la rete controllata dai governi (Russia, Cina, e una bella fetta dell’Asia); nel 2020 scoppierà una terza guerra mondiale, durante la quale verranno distrutti i monumenti simbolo dell’occidente e verranno utilizzate armi batteriologiche; la popolazione sulla terra si ridurrà ad un miliardo, causa anche i cambiamenti climatici; nel 2046 tutti avranno un’identità su un nuovo social network creato da Google e tutti saranno collegati a internet per ogni tipo di bisogno; nel 2051 verrà abolita la pena di morte nel mondo attraverso un referendum votato dal proprio pc; infine, nel 2054, nasce Gaia, un nuovo governo mondiale: “Ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete. In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono”.

About these ads